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NEWS

lunedì 4 febbraio 2008

Il "Live After Death" è nei negozi


Da oggi è disponibile in tutta Europa "The History of Iron Maiden Part 2: Live After Death", il dvd che ripercorre la storia della Vergine di Ferro nel periodo del "World Slavery Tour" 1984/85. Domani il nuovo lavoro dei Maiden raggiungerà anche gli store negli Stati uniti.

Per avere un assaggio di cio che contiene il dvd:


domenica 3 febbraio 2008

I primi reportage di Sky News

Sono apparsi sulla rete i primi due reportage di Sky News, come già affermato nelle scorse settimane una troupe della emittente televisiva inglese seguirà gli Iron Maiden durante la loro prima parte del tour. Ecco i due video in questione che documentano l' arrivo della band a Mumbai e il loro primo show del tour:





A quanto pare Bruce e compagni sembrano essere davvero in ottima forma, gli anni non sembrano passare e questo fa ben auspicare per il futuro della Vergine di Ferro.

QUI potete invece trovare ulteriori foto della data indiana apparse sul sito ufficiale.

sabato 2 febbraio 2008

Le Prime Foto dal Tour


Dopo neanche 24 ore dall' inizio del "Somewere Back in Time" World Tuor sono già apparse su diversi siti internet foto e video che documentano l' esibizione dei Maiden a Mumbai, in India, prima tappa del loro tour mondiale.
E' finalmente stata definita con certezza la set-list (foto, ndr), la quale, come si era già ipotizzato, vede 4 canzoni dell album "Powerslave", 3 di "Somewere in Time e 2 di "Seventh Son of a Seventh Son", oltre le track "classiche" quali "Fear of the Dark", "Hallowed Be Thy Name", "Run to the Hills", "The Trooper" e "Iron Maiden".
Molto bella anche la scenografia del palco, ispirata al "World Slavery Tour" 1984/85, con alcuni accenni ai due album successivi.

Ecco di seguito riportate le foto e video della data di Mumbai del 1 febbraio:







Wasted Years



Intro/ Aces High








venerdì 1 febbraio 2008

Si Parte!


Questa sera avrà ufficialmente inizio il "Somewere Back in Time" World Tour 2008 , infatti tra poche ore gli Iron Maiden daranno inizio alla nuova tournè suonando a Mumbai (India), tappa iniziale della prima parte del tour mondiale che, come già affermato, toccherà l' India, Australia, America Latina e Stati Uniti per poi approdare in Europa a luglio.
Non ci sono ancora informazioni precise per quanto riguarda l' ipotetica scaletta, anche se è possibile ipotizzare una set-list basata principalmente sugli album "Powerslave" e "Somewere in Time". Sul sito ufficiale della band sono invece apprse alcune foto che documentano il primo volo dell "Ed Force One" (questo è il nome che è stato scelto per il Boeing marchiato Maiden) il quale, pilotato ovviamente da "capitan" Bruce Dickinson, ha trasportato la band e membri dello staff dall' Inghilterra all' Asia, in tempo per l' inizio di questa nuova avventura.
E' inoltre di pochi giorni fa la notizia che una troupe di Sky News seguirà gli Iron Maiden per la prima parte della tournè, il tutto per creare un documentario apposta per i fan. Si ricorda inoltre che lunedì 4 febbraio sarà disponibile il dvd "Live After Death", per maggiori informazioni CLICCARE QUI.





lunedì 7 gennaio 2008

Pronti per il Tour?


Si avvicina sempre più, per La Vergine di ferro, l' inizio del maestoso "Somewere back in Time" World Tour 2008. La prima data ufficiale è infatti fissata per il prossimo primo febbraio, dove gli Iron Maiden inaugureranno la nuova tournè mondiale partendo da Mubai, in India, (terra che li tornerà ad ospitare dopo meno di un anno) e che li vedrà esibirsi in tutto il mondo fino ad agosto.
La fame di Maiden del mondo è alle stelle, le prospettive sono davvero ottime, contando che moltissime date sono andate sold out dopo solo poche ore dalla messa in vendita dei biglietti, tanto da veder costretti Bruce e compagni ad aggiungere nuovi show (alcuni rumor vorrebbero addirittura la continuazione del tour all inizio del 2009, sopratutto nell' America Latina, dove la popolarità della band inglese non ha eguali). Durante questi mesi di preparazione non molte notizie sono trapelate, segno che gli Iron Maiden hanno deciso ancora una volta di stupire il mondo con una delle loro imprese memorabili, anche perchè riuscire a rievocare degnamente il leggendario "World Slavery Tour" 1984/85 non sarà cosa facile.
Quasi in concomitanza con l' inizio della tournè, il 4 febbraio, è prevista l' uscita del dvd "Live After Death", i cui contenuti e dettagli sono ormai noti da alcuni mesi. Anche questa volta le iniziative in favore dei fan non si sono fatte attendere, per moltissime date sarà infatti possibile assistere al concerto direttamente dalle prime file, entrare nei backstage e molto altro, tutto questo per i fortunati vincitori del concorso "First to the Barrier" (riservato ai soli membri del Fan Club Ufficiale) o per chi riuscirà ad accaparrarsi una prenotazione nel "Bruce Air", la ormai tradizionale iniziativa che consentirà ai fan di poter volare a bordo del Boeing 757 di Capitan Bruce Dickinson ed avere varie agevolazioni e gadget per i concerti.
Anche l' ormai famoso "Astraeus Boeing 757" ( il quale avrà un nome scelto grazie ad un apposito concorso apparso sul sito ufficiale) che accompagnerà mambri della band, dello staff e attrezzature per il tour in giro per il mondo, durante questi mesi è stato "maidenizzato" a dovere, ed è anche lui pronto per questa nuova avventura.

sabato 22 dicembre 2007

Buone Feste!


Lo staff di ironmaidenandbruce.com vi augura Buon Natale e felice Anno Nuovo, con la convinzione che l' imminente 2008 sarà per tutti i fan della Vergine di Ferro un' annata immemorabile e da ricordare. Un ringraziamento in particolare a tutti coloro che seguono e supportano questo sito-blog con continuità e sostegno, per le oltre 4200 visite ricevute nel giro di nove mesi di attività, con la promessa di continuare, da parte nostra, a fornire un servizio di news e informazione generale sempre più completo e dettagliato.

Buone Feste a Tutti.

venerdì 30 novembre 2007

La locandina di "Chemical Wedding"


E' stata da poco resa nota la locandina ufficiale di "Chemical Wedding", il film scritto e prodotto da Bruce Dickinson che narrerà le gesta del maestro dell' occulto Aleister Crowley. Il film vedrà la luce entro il 2008.
......................................FOTO IRON MAIDEN
...........................................SPAZIO VIDEO

"Hallowed Be Thy Name" Live at Dortmund 2003

Gli inizi

Il gruppo fu fondato dal bassista Steve Harris già nei Gypsy’s Kiss e negli Smiler.Unico componente stabile degli Iron insieme a Dave Murray, Harris voleva in origine diventare calciatore professionista, ma la passione per la musica lo portò a suonare il basso (anche se inizialmente avrebbe preferito la batteria, strumento che dovette scartare per mancanza di spazio a casa sua). Grazie a questa decisione, si lasciò alle spalle il calcio e cominciò a suonare prima nei Gypsy's Kiss, poi negli Smiler. Quindi diede vita agli Iron Maiden con Dave Murray alle chitarre, Paul Di'Anno alla voce. Unico componente stabile degli Iron insieme a Dave Murray Harris voleva in origine diventare calciatore professionista, ma la passione per la musica lo portò a suonare il basso (anche se inizialmente avrebbe preferito la batteria, strumento che dovette scartare per mancanza di spazio a casa sua).Grazie a questa decisione, si lasciò alle spalle il calcio e cominciò a suonare prima nei Gypsy's Kiss, poi negli Smiler. Quindi diede vita agli Iron Maiden con Dave Murray alle chitarre, Paul Di'Anno Dennis Stratton alle chitarre e Clive Burr alla batteria. Con molta esperienza soprattutto nel settore live, dove creavano da soli degli effetti speciali fatti in casa (come ad esempio, ai loro concerti al Marquee di Londra, Edward the Head, da cui prenderanno spunto per la mascotte Eddie), i Maiden che già avevano il materiale dell'EP The Soundhouse Tapes, per l'album omonimo Iron Maiden (1980), da subito di successo.

Si ritrovarono poi in tour, entusiasmando e creando dietro di loro una folta scia di fans in delirio ad ogni loro esibizione; durante il British Steel Tour furono gruppo spalla dei Judas Priest, ottenendo così un'esposizione molto vasta ad un pubblico di fans dell'heavy metal. Inoltre, nel resto dell'Europa fecero da supporto ai Kiss (suonando per la prima volta in Italia, a Milano e Genova). Tornati dal tour, iniziarono i lavori per il secondo album Killers (1981), che segna una notevole maturazione nella tecnica e nella produzione, questa affidata a Martin Birch: grazie a lui si ebbe un miglioramento nelle registrazioni studio. Nella band entrò anche Adrian Smith, amico d'infanzia di Dave Murray e già chitarrista del gruppo dagli albori; così uscì un nuovo album ed iniziò un nuovo tour mondiale, in cui furono headliner in Europa e Giappone, e opening act negli Stati Uniti. Per Killers furono scritte solo la title track e Murders In the Rue Morgue, dato che come per Iron Maiden, le canzoni furono composte negli anni precedenti.

In quel periodo, però, la voce di Paul Di'Anno subiva gravi danni (oggi permanenti, per quanto egli porti tuttora in tour con una sua band le composizioni maideniane di allora) dati dal grande abuso di alcol, fumo e altre droghe, rischiando di rovinare l'intero tour, cosa che fece con le ultime date, quando il gruppo si trovò costretto a rimandare le ultime tappe. Già da un pò, erano comunque al lavoro per trovare un altro vocalist; nel 1981, al Reading Festival, una band di nome Samson (la stessa che partecipò alla NWOBHM) riscossero successo di pubblico grazie anche al vocalist Bruce Dickinson (o Bruce Bruce o Air Raid Siren, quest'ultimo dato al college, quando all'età di 18 anni, durante una performance, incrinò una sfera di vetro che faceva da lampadario con un acuto alquanto incisivo - benché questo non sia mai stato provato: infatti difficilmente soprani (donna) riescono ad incrinare in condizioni molto particolari cristalli di bicchieri molto sottili; risulta improbabile quindi l'affermazione, benché abbia contribuito a rendere illustre il personaggio) che da showman quale era, con la sua voce venne subito proclamato come nuovo vocalist della Vergine di Ferro.

La separazione dal gruppo di Paul e, in seguito, di Clive, fu dettata dalla stanchezza di essere in tour quasi sempre: il contratto per tre album strappato da esordienti alla EMI, e i risultati che in poco tempo proiettarono gli Iron ai primi posti delle classifiche di vendita in Inghilterra, incitarono il manager Rod Smallwood a impegnarsi per una serie lunghissima di concerti. Per Dennis Stratton, che contende gli assoli e i riff di Dave sul primo album, si trattò invece di divergenza musicale, vista la pesantezza del metallo in questione. In una recente intervista, Dennis, Paul e Clive hanno rievocato quelle esperienze, ammettendo di non aver rimorsi.

Nel 1982 uscì così l'album di intermezzo tra i primi due e gli altri, con un sound nuovo, arricchito, e ancor più vario con le capacità vocali di Bruce, The Number of the Beast, a tutt'oggi ritenuto tra i più importanti del metal e del rock in generale. La recitazione di un versetto dall'Apocalisse all'inizio della title track, e la ripetizione di "six-six-six" nel ritornello, si chiarifica nelle interviste che Steve e Bruce rilasciano ai giornalisti: il loro non è satanismo ma, a discernere anche dall'analisi di tutto il testo, la canzone e' stata ispirata da un film e da un sogno fatto da Steve, scosso e ipnotizzato da una visione notturna. Più in generale, borchie, jeans, chioma fluente sono i caratteri dei giovani dei suburbi, che inseguono libertà nell'esprimersi senza rientrare nelle etichette. Il numero della bestia (che non è calcolabile) è un'allegoria del lato oscuro della natura umana. Nei live poi, la presenza mostruosa di Eddie (lo zombie che fa da mascotte) affratella gruppo e fans.

Lo stile graffiante del disco ha aperture melodico-epiche nelle canzoni Hallowed Be Thy Name, con un testo che racconta degli ultimi momenti di un condannato a morte, e 22, Acacia Avenue, quest'ultima una canzone che riprende il motivo di Charlotte the Harlot del primo disco: The Prisoner trae spunto da una serie televisiva inglese e, prima dell'inizio della musica, una voce risponde così ad un appello marziale: "non sono un numero, sono un uomo libero!".

Il nuovo tour mondiale, il The Beast On the Road, lo sostennero quasi totalmente da headliners (tranne negli Stati Uniti, dove fanno da supporto a Rainbow, Ozzy Osbourne e 38 Special), con gruppi spalla importanti; anche grazie a Dickinson e Smallwood (che hanno inoltre contribuito alla stabilità del gruppo), il gruppo riuscì a divenire ancora più dinamico e scatenato, con esibizioni teatrali molto più apprezzate che in precedenza.

Lo stile dei Maiden si stava forgiando, e il gruppo si addentrava sempre più in tematiche più mature, dalla religione alla cultura, dalla storia a tutto ciò che può essere composto.

Primi successi

La band si prese un periodo di riposo dal tour alle Bahamas, luogo di registrazione del seguente album Piece of Mind, che vide l'entrata in scena di Nicko McBrain, batterista dei Trust, dopo la defezione di Clive Burr. Un aneddoto su di lui fa comprendere la serietà dei Maiden: un giorno Nicko arrivò prima di un concerto un po' ubriaco, e quasi rischiò il licenziamento dal gruppo. Infatti Steve Harris ci tiene al fatto che i ragazzi non assumano alcool o altro in gran quantità. Grazie alla laurea in storia di Dickinson, le canzoni divennero più impegnate ed introspettive, come in Revelations, ove per esigenze di esecuzione live, Bruce arpeggia una chitarra nella parte lenta.

L'episodio musicato in The Trooper è la battaglia di Balaclava, con l'inutile sacrificio di Cardigan alla guerra di Crimea nel corso del 1854, ma il riferimento alla cavalleria si vede di più dal videoclip, che dalla copertina del singolo raffigurante Eddie come un fante, musicalmente contiene un magnifico intreccio tra Dave e Adrian nell'assolo centrale. Si aggiunse così ulteriore velocità,originalità e nuova impostazione tecnica, per questo album, con stile progressive. Furono poi nuovamente in tour con il World Piece Tour, riguadagnando altri consensi e spettatori.

Alle Bahamas registrarono anche il quinto album Powerslave, dalle tinte orientaleggianti. Ci fu ancora una volta cambio di stile, suono più aggressivo, pesante e ancora più veloce, ma comunque progressive e diverso dai precedenti. La lunghissima suite The Rime Of the Ancient Mariner (La Ballata del vecchio marinaio) è una riuscita parafrasi del poema di Samuel Taylor Coleridge, il bardo romantico che traeva la sua ispirazione dall'intensa amicizia con i "poeti dei laghi", e da uno sconfinato amore per la natura. The Duellists è una canzone che descrive un duello, ed è ispirata dalla passione di Bruce per la scherma. Aces High ha un testo patriottico, e rievoca la battaglia sui cieli che durante il 1941 infuriò tra la Royal Air Force inglese e la Luftwaffe tedesca: in apertura dei concerti di quel periodo, si poteva ascoltare la registrazione dell'arringa radiofonica di Winston Churchill, che esortava a non cedere: "We will never surrender!"; Two Minutes To Midnight è invece nel testo polemicamente contro l'uso di ordigni nucleari, facendo riferimento alla guerra fredda e ai paesi che, dopo quest'ultima, cercavano di accaparrarsi le armi nucleari svendute dalle superpotenze (tra cui Cina e Russia).

Il World Slavery Tour (questo è il nome deciso per il tour mondiale) fu uno dei più lunghi mai fatti, di 11 mesi per più di 300 concerti. In più vi furono le partecipazioni a Rock in Rio da headliners (dove riunirono più di 300.000 fans in delirio) e alla Long Beach Arena, dove fu registrato Live After Death (1985).

Poi il gruppo volle prendersi un periodo di riposo, e dedicarsi alle rispettive famiglie. Nel 1986 incisero il primo di due concept album, più sperimentali. Con Somewhere in Time, i Maiden introdussero per la prima volta i sintetizzatori alle chitarre ed al basso, per un sound diverso ma sempre duro, mai abbandonando però quel progressive che si insidiò con Pieces of Mind. Questo nuovo disco tratta di temi futuristici, o che comunque spaziano nel tempo, come in Alexander the Great, dove si narra la storia del grande imperatore macedone, l'unico a non perdere mai alcuna battaglia (tranne con la morte). Nell'artwork di copertina ci sono una moltitudine di riferimenti al passato e al presente del gruppo: si trova l'insegna del Ruskin Arms (il "loro" pub dell'East End di Londra, teatro delle primissime esibizioni), e la strada si chiama "Acacia Avenue"; in alto a destra si vede Icaro che cade, a causa delle sue ali di cera (tratta da Flight Of Icarus, Pieces Of Mind, 1983). Varie scritte sui palazzi come Long Beach Arena, Ancient Mariner Seafood Restaurant, 23:58 (2 Minutes To Midnight), Rainbow (il locale che ospitò i concerti testimoniati dal Live at the Rainbow ora ristampato in formato DVD), Aces High Bar, Marquee club, Phantom Opera House. Nel cartello luminoso che scorre al centro della copertina, c'è scritto: Latest Result: West Ham-Arsenal 7-3 (Steve Harris da ragazzo giocava nel West Ham, e tuttora ne è un gran tifoso). Il nuovo tour (SomeWhere On Tour) vide esibizioni sempre più grandi, effetti speciali, luci e fuochi d'artificio.

Dopo due anni, nel 1988 arrivò Seventh Son Of A Seventh Son, che matura ciò che i Maiden avevano fatto con Somewhere in Time, secondo concept album, aggiungendo per la prima volta le tastiere, e aumentando l'influenza progressive. L'album tratta di un giovane profeta, con poteri appunto di chiaroveggenza, preso dal libro The Seventh Son di Orson Scott Card, il settimo figlio del settimo figlio: infatti secondo la legenda avrebbe avuto il potere di curare, della seconda vista, e sarebbe il prescelto come dice una strofa nella canzone Seventh Son Of A Seventh Son. Un altra canzone molto progressive e anche molto veloce e potente è Can I Play With Madness, che gli Iron avrebbero suonato in tutti i loro live seguenti.

Primi anni '90

Dopo un periodo di riposo, nel 1990 Adrian Smith uscì dalla band per intraprendere una nuova carriera solistica (pubblicherà il CD Silver and Gold sotto il nome di ASAP, Adrian Smith and Project), e subentrò il chitarrista Janick Gers, che già vantava collaborazioni con artisti come Ian Gillan.

Con la nuova formazione, il gruppo incise No Prayer For the Dying, un disco che, nonostante il successo nelle vendite, da critici e fan fu accusato di aver perso di spessore, vena creativa e tecnica rispetto alle uscite precedenti. Era effettivamente un album molto grezzo, che si distaccava nettamente dal recente passato della band. Ha probabilmente influito nelle scelte stilistiche del periodo l'abbandono di Smith, che aveva fortemente influenzato la svolta tastieristica dei due album precedenti. I brani di No Prayer For the Dying sono più corti e diretti di quelli di Seventh Son: basta pensare alla rockeggiante Holy Smoke o alla teatrale Bring Your Daughter To the Slaughter. Quest'ultimo è stato il primo singolo della band a raggiungere la vetta nelle chart inglesi. Lo stile canoro di Dickinson si fa più cattivo e aspro, alcuni dicono a causa del peggioramento della sua voce. Il tour di No Prayer For the Dying fu caratterizzato da scenografie volutamente più povere rispetto allo sfarzo dei tour precedenti: la band voleva dimostrare di essere capace di offrire uno spettacolo valido anche senza di esse.

Il successore di No Prayer For the Dying, Fear Of the Dark, uscì nel 1992. Fu il terzo album dei Maiden a raggiungere la vetta nelle charts inglesi, a causa soprattutto della conosciutissima title-track, punto fisso dei live della band negli anni successivi. Il sound dell'album non si discosta troppo dal precedente, pur facendosi più oscuro: le canzoni sono in media abbastanza corte. L'album è piuttosto vario, si va dalla serratissima opener Be Quick Or Be Dead, alla cadenzata Fear Is the Key, passando per la riflessiva Afraid To Shoot Strangers, uno dei punti più alti dell'opera, e dalla romantica Wasting Love, un raro esempio di canzone d'amore dei Maiden. La seconda metà dell'album è oggettivamente inferiore alla prima, e si notano alcuni riempitivi che appesantiscono un po' l'ascolto dell'album. In chiusura è posta la gemma del disco, Fear of the Dark probabilmente il pezzo più famoso fra quelli incisi da Harris e compagni. Il tour di Fear Of the Dark vede la band approdare ai festival più grandi, fra cui il Monsters Of Rock. Dalla data di Donington di quest'ultimo è tratto un live album, Live at Donington. Un altro tour, chiamato A Real Live Tour viene fatto nel 1993: da questo tour vengono tratti altri due live album, A Real Live One e A Real Dead One, recentemente riuniti in un doppio album (A Real Live Dead One).

The X-Factor,Virtual XI

Alla fine del tour Real Live Bruce Dickinson annuncia che vuole lasciare la band. La fonte di questa decisione è da cercare nell'unione di numerosi fattori: i dissidi con il bassista Steve Harris, la carriera solista di Bruce ostacolata dal tempo passato con i Maiden e una voglia del cantante di cimentarsi in qualcosa di diverso.

La band così fu nuovamente in cerca di un vocalist. Molti furono scartati perché Steve Harris pretendeva un cantante rigorosamente inglese: fra i bocciati troviamo anche Dougie White (che oggi canta per Yngwie Malmsteen). Ci sono molti aneddoti sulla scelta del nuovo cantante: pare che due qualità fondamentali fossero una sufficiente abilità nel calcio e riuscire a bere una pinta di birra. Alla fine, il prescelto fu Blaze Bayley, giovane voce dei Wolfsbane. Bayley aveva una voce profondamente diversa da quella di Bruce Dickinson, molto più bassa e rauca.

La nuova line-up sforna nel 1995 The X Factor, decimo album della band che segnò forse la prima (e unica) vera "grande svolta" nel loro sound, che divenne molto più cupo e intimista. Cause principali sono la produzione che sacrificava un po' la potenza delle chitarre (per la prima volta non era Martin Birch a produrre l'album), la voce di Blaze e i dissidi familiari di Harris, che dovette superare la morte del padre e la separazione dalla moglie. L'inizio dell'album già è un punto di rottura rispetto al passato: invece di un'opener veloce e diretta, tocca alla progressiva Sign of the Cross il compito di aprire le danze. È un pezzo molto complesso, difficile e solenne come il libro dal quale è stata tratta, Il nome della rosa. Le altre composizioni mantengono un tono quasi sommesso, sono rari i momenti pienamente metal nell'album.

Nel 1996 esce la raccolta Best of the Beast, in doppio album, che contiene anche il singolo inedito Virus.

Il successore di The X Factor, Virtual XI, esce nel 1998. L'album si discosta leggermente dal predecessore tornando ad essere abbastanza potente. La durata dei pezzi si allunga leggermente, ma nessun pezzo è realmente degno di nota, eccetto forse per la lunga The Clansman.

I tour di supporto a questi due album evidenziano l'evidente difficoltà di Bailey nel cantare i vecchi pezzi di Dickinson, complice un po' il peso psicologico che il vecchio cantante aveva. I fans abbandonavano la band, detestavano Bailey e gli imputavano colpe riguardo gli ultimi due album, a detta di molti poco riusciti. Si creano così i presupposti per una reunion con Bruce Dickinson, ben felice di riprendere il microfono della band dopo aver sfogato le sue voglie soliste. Dickinson lavorava con Adrian Smith nel suo gruppo da solista, e decide di portarselo dietro: il gruppo diviene così un sestetto, con ben tre chitarre.

Il rilancio

Nel 1999 i Maiden partirono per un nuovo tour di supporto al cd-videogioco Ed Hunter. Dopo il tour, era tempo di rimettersi al lavoro e sfornare un nuovo album. In breve tempo fu scritto e registrato Brave New World, uscito nel maggio 2000. L'album riprendeva la sottile vena progressive che era andata persa dopo Seventh Son of a Seventh Son, e la potenza che mancava da un bel po' di tempo. Ne risulta un album ben bilanciato, mai troppo agitato, che contiene pezzi come la diretta The Wicker Man o la potente Ghost of the Navigator. Un po' dimenticata nel tour la parte finale dell'album. Il tour successivo fu un trionfo, culminato nella fantastica performance al Rock in Rio di Rio de Janeiro davanti a più di 250.000 persone. Il concerto fu immortalato nel doppio live CD e DVD intitolato, appunto, Rock in Rio.

Vi furono poi un'altra pausa e un nuovo tour, Give Me Ed... Till I'm Dead, che proponeva ancora una scaletta incentrata sul passato della band, a celebrare il doppio DVD che conteneva tutti i videoclip registrati in 20 anni passati di carriera.

Il nuovo album, Dance of Death, è del 2003. L'album è più elaborato del precedente, sicuramente risultato da un periodo di composizione più dilatato ed articolato. I pezzi mantengono una certa varietà, pur presentando similitudini con i pezzi del predecessore. Complicata ed affascinante la title-track, una vera e propria danza della morte che, nei suoi 8 minuti di durata, sfoggia passaggi piuttosto arditi, cambi di tempo serrati come da tempo non si sentiva. Da segnalare la presenza della prima vera e propria ballad acustica del gruppo, Journeyman, suonata interamente con strumenti acustici e sinfonici: un vero e proprio inedito. Il tour, manco a dirlo, fu un successo superiore addirittura al precedente. In molti luoghi fu registrato un sold-out mesi prima del concerto: i Maiden sembrano avere sempre più successo man mano che passano gli anni. Dal concerto tenuto alla Westfallenhalle Arena di Dortmund, Germania, il 24 novembre 2003, venne tratto un altro CD e DVD live, chiamato Death on the Road, uscito nell'agosto 2005. Un altro concerto che riscosse un grandioso successo fu quello che si tenne nel South Wisconsin insieme ad altri due grandissimi gruppi heavy metal che ancor oggi riscuotono grande successo: i Moulin Rouge e gli WASP.

Verso la fine del 2004 venne messo sul mercato un DVD, The Early Days, dove c'è la storia del gruppo durante i primi quattro album; di supporto a questa uscita nel 2005, ci fu un tour apposito dove si esibirono su grandi palcoscenici, che riprendevano le scenografie dei tour dei primi quattro album. Il materiale suonato andava da Iron Maiden a Piece of Mind.

Nel 2005, per festeggiare i 25 anni dal primo album e i 30 dalla loro formazione, rilasciarono nuovamente il singolo Run To the Hills, contenente anche alcuni pezzi suonati nel concerto alla Brixton Academy nel 2002. Il ricavato fu devoluto in beneficienza ad associazioni per la ricerca sulla sclerosi multipla, che aveva colpito l'ex batterista Clive Burr.

Il 19 agosto dello stesso anno, i Maiden furono introdotti nel Guitar Center's Hollywood Rockfame dove, in una cerimonia pubblica, hanno lasciato le proprie impronte, proprio accanto ad altre celebrità come Eric Clapton, Lou Reed, Aerosmith, Van Halen, Carlos Santana ed altri grandi della musica, entrando così nella storia e lasciando un segno indelebile che venne a celebrare la carriera del gruppo.

Preceduto dal singolo The Reincarnation of Benjamin Breeg, nell'agosto del 2006 è uscito A Matter Of Life And Death, quattordicesima fatica in studio. L'album riprende le sonorità della canzone Paschendale dell'album precedente, assieme a un sempre più marcato elemento progressivo. La registrazione dell'album fu praticamente effettuata dal vivo, con la band che suonava nella stessa stanza tutta assieme.

L'album riscosse immediatamente un largo successo subito dopo la messa in vendita, il 25 agosto. Si parla di cifre esorbitanti per un gruppo heavy metal: in Finlandia il disco ha venduto 13.000 copie in pochissimo tempo, arrivando quasi a diventare disco d'oro; in Italia, in una sola settimana di vendita, ha raggiunto il primo posto in classifica. Il singolo ha raggiunto la prima posizione della classifica in più di 10 nazioni del mondo ed è entrato per la prima volta nella top ten americana degli album, nonostante non abbia avuto passagi radio e TV per via della lunghezza delle canzoni (la più lunga arriva a 9 minuti e 24 secondi). La band rimase così soddisfatta dell'album che decise, nel tour promozionale, di riproporlo interamente live, assieme ad altri 5 pezzi storici. Nonostante alcuni malumori, il tour si è rivelato un successone immenso, registrando sold-out a ripetizione.

Dopo la tournee, i Maiden si apprestano a ritornare in studio di registrazione per il loro nuovo album (il quindicesimo) Machine is live and never die!, che dovrebbe uscire per la fine del 2008, come già ha anticipato lo stesso leader Steve Harris, durante un'intervista rilasciata per MTV questo novembre.

Gli Iron Maiden saranno di nuovo in Italia per due date, saranno a Roma per un headliner stadium show allo Stadio Olimpico, il 20 giugno, affiancati da altri gruppi che per ora sono stati confermati solo i Motorhead; e poi saranno anche all'Heineken Jammin' Festival nella stessa giornata dei Slayer e Stone Sour e Venezia.

Paul Bruce Dickinson è nato il 7 Agosto 1958 a Worksop, un paesino del Nottinghamshire. Sua madre lavorava part-time in un negozio di scarpe, mentre il padre era un meccanico dell'esercito. Non avevano molto tempo da dedicare al loro figlio, così Bruce passò gran parte della sua infanzia dai nonni. Il nonno era un ballerino di tip-tap e faceva ascoltare a Bruce molta musica comprandogli i singoli di Beatles, Chubby Checker, Gerry & The Peacemeakers. A sei anni la famiglia Dickinson si trasferì a Sheffild. I genitori compravano case per rivenderle ad un prezzo più alto. In seguito incominciarono anche a vendere auto usate.

All'età di tredici anni, non andando d'accordo con i genitori, Bruce si fece iscrivere in un collegio di Northampton nello Shropshire. Ma le cose non iniziarono affatto ad andare meglio, Bruce infatti era continuamente soggetto a scherzi di cattivo gusto, da perte degli studenti più grandi.

Nel collegio non era permesso guardare la televisione, così i ragazzi ascoltavano molta musica. Qui ascoltò per la prima volta i Deep Purple, la canzone "Child In Time". Divennero subito il suo gruppo preferito e "In Rock", dal quale la canzone è tratta, fu il primo album che acquistò di tasche sue. Da quel momento iniziò ad interessarsi veramente di musica rock comprando dischi, riviste ed andando ai concerti. Voleva diventare un batterista come Ian Paice dei Deep Purple, e prese in prestito dalla sala musica un paio di bonghi che suonava in continuazione. A quindici anni iniziò a fare delle rappresentazioni teatrali, prendendo confidenza con il palco.

Un giorno Bruce stava imparando a cantare "Let It Be" dei Beatles insiema ad un altro ragazzo. Notò che quest'ultimo faceva fatica a raggiungere le note più alte, mentre a lui usciva molto naturale. Prese in considerazione in fatto di iniziare a 'canticchiare' con qualche gruppo rock. Nell'estate del 1976 sentì due ragazzi che parlavano del loro gruppo, al quale mancava il cantante. Bruce si fece volontario per completare la formazione e gli altri accettarono. Durante la prima prova tutti rimaserò meravigliati dalle capacità canore di Bruce, che decise allora di comprare un microfono e un amplificatore. Il gruppo aveva il nome Styx. Durante il primo concerto, nel pub Bruad Fall Tavern di Sheffild, ebbero una accesa discussione con un lavoratore di una fabbrica, che non riusciva a dormire a causa della loro musica. L'uomo pestò il chitarrista e gettò la batteria giù dal palco. La band si sciolse dopo poco tempo.

Terminate le scuole superiori, Bruce decise di intraprendere la cariera militare, ma subito capì che non era quello che voleva dalla vita, allora, dopo un paio di settimane, lascò l'esercito e iniziò a frequentare l'università. Si iscrisse alla facoltà di storia al Queen's Mary College di Londra. Subito cercò qualche band con cui suonare e si unì agli Speed. Questi avevano uno stile simile ai Judas Priest, ma con un organo Hammond. Il nome era dovuto al fatto che suonavano qualsiasi cosa ad una velocità ridicola: qualcosa di simile allo 'speed metal' ma dieci anni prima! Bruce iniziò a suonare la chitarra acustica facendosi dare lezioni dal suo chitarrista. Anche gli Speed non durarono molto, così Bruce, tramite un annuncio, venna a far parte degli Shots. Iniziarono a suonare nei pub, ma nessuno era molto interessato alla loro musica, finchè una sera Bruce iniziò ad intervistare un ragazzo che non prestava molta attenzione, prendendolo in giro davanti a tutti. A questo punto il pubblico, per paura di fare una figura del genere, iniziò a partecipare più attivamente, così da quel momento l'intervista divenne una parte sempre presente nello show. La leggenda narra che una sera il batterista Barry Graham detto 'Thunderstick' e il suo amico chitarrista Paul Samson fecero un giro nel locale dove i Shots si esibivano. Thunderstick divenne vittima dello scherzo di Bruce, e iniziò seriamente a notare le capacità di quel ragazzo al microfono. Bruce ricevette l'opportunità di far parte della loro band: i Samson. Non si fece sfuggire l'occasione di cantare in un gruppo ben avviato con la possibilità di far serate nei locali più famosi di Londra. Ma prima di pensare alla musica era meglio risolvere i problemi scolastici: Bruce infatti aveva utilizzato l'assegno per il pagamento della rata scolastica, per acquistare un nuovo impanto voce, inoltre era stato bocciato in tutti gli esami del secondo anno, rischiando di essere buttato fuori dall'università, ma dopo due settimane riuscì a consegnare sei lunghe composizioni, che di solito uno studente ci metteva sei mesi a preparare, quindi gli permisero di continuare gli studi. I Samson avevano già un album autoprodotto dal titolo "Survivors", il quale aveva ottenuto delle ottime recensioni sulle riviste del settore. Si trattava di un complesso professionista, con tanto di menagement e per Bruce era una occasione per emergere nel mondo della musica. Una volta terminati gli esami finali, Bruce iniziò a dedicarsi completamente alla musica. Purtroppo i componenti dei Samson non erano ragazzi puliti, nel gruppo circolavano molte sostanze stupefacenti, ma era la pigrizia la loro vera rovina! Non era proprio l'idea che Bruce s'era fatto di un gruppo rock professionista, a loro bastava avere i soldi per l'alcool e la droga, ma Bruce aveva ben altre ambizioni. Per essere considerato dagli altri membri dovette adattarsi all'ambiente, iniziando a fumare e a fare uso di alcuni narcotici. Bruce, soprannominato "Bruce Bruce" (da uno sketch di Monty Python) registrò con loro gli album "Head On" e "Shock Tactics".

Nel 1981 la band scoprì che la loro casa discografica era in fallimento e non poteva pagare per gli innumerevoli concerti che erano stati fatti. Una volta trovato un menagement migliore, il gruppo tornò al lavoro, ma per Bruce gli ostacoli non terminarono. Durante il tour di "Shock Tactics", Thundersticks lasciò la band e venne sostituito da Mel Gaynor, un batterista funky rock di colore, che più avanti fini a suonare nei Simple Minds. Mel era un gran musicista, ma non era adatto ai Samson: suonava tutto perfettamente, senza andar fuori tempo, senza errori di nessun genere, ovvero il contrario di Thunderstick. Inoltre Paul pensava di cambiare genere, suonando qualcosa un po' più blues, sullo stile degli ZZ Top. Bruce si decise allora di abbandonare il gruppo. L'ultimo concerto con i Samson fu al Reading Festival '81, durante il quale la loro performance fu immortalata nel disco "Live At Reading '81". A quel concerto assistirono Steve Harris degli Iron Maiden ed il manager Rod Smallwood, in cerca di un cantante per sostituire l'ormai andato Paul Di'Anno, con il quale registrarono gli album "Iron Maiden" e "Killers". Bruce fu arruolato!

Bruce era un grande fan dei Maiden, la prima volta che li ascoltò provò la stessa cosa di quando sentì "Deep Purple In Rock". Per lui era un grande onore far parte del gruppo, erano l'opposto dei Samson: gente sana con molto entusiasmo nel lavoro. Nell'82 registrarono "The Number Of The Beast", album della consacrazione a livello mondiale degli Iron Maiden.

Bruce, al quale fu attribuito il nomignolo di 'Air Raid Siren' (sirena d'allarme aereo), registrò i magnifici album "Piece Of Mind", "Powerslave" e il doppio dal vivo "Live After Death". Per Bruce gli Iron Maiden erano un'ottima esperienza, imparò ad usare la voce come pochissimi altri cantanti rock avevano fatto. Partorì linee vocali di elevata complessità come quelle che caratterizzano i pezzi "Hallowed Be Thy Name", "Flight Of Icarus" e "Rime Of The Ancient Mariner".

Nell'86, dopo un gigantesco tour mondiale e dopo sei mesi di meritato riposo, i membri si incontrarono per iniziare a produrre materiale per il nuovo album. Bruce pensò che dopo cinque dischi metal, fosse giunto il tempo di scrivere qualcosa di diverso, e si presentò con alcuni pezzi d'ispirazione folk, sullo stile dei Jethro Tull, ma Steve Harris e soci bocciarono l'idea e scrissero delle canzoni con uno stile simile agli album precedenti. Il nuovo album fu intitolato "Somewhere In Time", nel quale i contributi di Bruce sono minimi. La sessione di registrazione successiva diede alla luce a "Seventh Son Of A Seventh Son", che riuscì a soddisfare le esigenze di tutti i componenti del gruppo. Si tratta di un album alternativo, nel quale viene fatto uso di tastiere e campionamenti, riuscendo a ricreare atmosfere particolari.

Nel 1990 uscì il primo disco solista di Bruce Dickinson a fianco del chitarrista Janick Gers, che sostituì Adrian Smith nei Maiden. Inoltre Bruce e Janick scrissero insieme la canzone "Bring Your Daugther To The Slaughter" per la colonna sonora del film "Nightmare 5".

Nello stesso periodo fu pubblicato il libro umoristico "The Adventures Of Lord Iffy Boatrace" che ha avuto il seguito con "The Missionary Position" nel 1992. Oltre ad essere un cantante ed uno scrittore, Bruce è anche pilota d'aerei e semi-istruttore di scherma, con una laurea in storia e una seconda in letteratura! L'ottavo album con i Maiden dal titolo "No Prayer For The Dying" fu come un enorme passo in dietro, ed anche il successivo "Fear Of The Dark", pur contenendo canzoni grandiose, non fu nulla di nuovo. Bruce, avendo bisogno di raggiungere nuove frontiere musicali, decise di lasciare la band al termine del doppio tour, che diede alla vita agli album live "A Real Live One" e "A Real Dead One". La partenza di Bruce fu un grosso dispiacere per gli Iron Maiden, che insieme a lui erano diventati la più grande band metal di tutti i tempi, vendendo circa 50 milioni di dischi in tutto il mondo. Bruce proseguì la sua carriera solista, mentre nei Maiden venne sostituito da Blaze Bayley, continuamente criticato per non essere all'altezza del suo predecessore. Nel 1994 uscì la seconda produzione solista "Ball To Picasso", un album rock con dei momenti psichedelici, scritto in collaborazione con il chitarrista-produttore Roy Z. Da quest'album è tratta la celebre ballad "Tears Of The Dragon", una delle più belle canzoni mai scritte da Dickinson.

Nel 1996 fu la volta di "Skunkworks", con delle sonorità grunge un po' alla Soundgarden. Dopo aver sperimentato adeguatamente, Bruce decise di tornare nell'ambiente metallaro con gli album "Accident Of Birth" (1997) e "The Chemcal Wedding" (1998) a fianco di Roy Z e dell'ex-Maiden Adrian Smith. Due lavori a dir poco eccezionali nei quali Bruce riesce a mischiare heavy metal e folk in una ricetta davvero unica.

Nel frattempo gli Iron Maiden insieme a Blaze produssero "The X Factor" e "Virtual XI", due lavori decisamente differenti dai precedenti (il primo sicuramente superiore al secondo), che convinsero Bruce a tornare con loro. L'ultimo album da solista fu "Scream For Me Brazil" del 1999 che contiene la registrazione di un concerto a San Paolo in Brasile. La sorpresa più grossa fu che anche l'amico Adrian si riunì alla band, formata ora da sei componenti (tre chitarre Nel 2001 Bruce Dickinson ha pubblicato la sua prima raccolta, The Best Of Bruce Dickinson, e nel2005, sempre con Roy-z in qualità di produttore e chitarrista, ha visto la luce Tyranny of Soul, un album che riprende le tematiche di The Chemical Wedding, con un particolare incentramento verso l ufologia (abduction) e lo studio delle visoni legate a satana e all'occulto; nel 2006 è uscito il dvd "Antology" la prima raccolta videografica che contiene tutti i videoclip, tre concerti e molto altro ancora. Bruce ha affermato che pubblicherà un altro album, sempre in collaborazione con Roy-Z, non appena avrà un po’ di tempo libero e non sarà impegnato con gli Iron Maiden.

Qui è riportata la biografia scritta da Bruce Dickinson, contenuta nell'album Best Of Bruce Dickinson, per voi tradotta.

L’inizio della mia carriera da solista fu un piacevole incidente.

Mi è strano pensare alle varie reincarnazioni di gruppi, di album e cambiamenti musicali, paragonando le percezioni che io ebbi in quel tempo con quelli della stampa, con il pubblico, e persino con il mio manager.Il termine “successo” è molto soggettivo sebbene nel brutale mondo dell’industria musicale è facile, e qualche volta erroneamente, identificarlo con la vendita.

Così mi permisero di guadagnare scrivendo una canzone per il film “Nightmare on Elm Street” (in Italia, Nightmare 5 ndr.). Un divertente incidente produsse una canzone che diverrà tra le numero uno degli Iron Maiden (“Bring You Daughter…To The Slaughter” ndr.) e nella modificazione l’originale fu soppressa. L’originale ora appare come testa di serie nel CD 2 del Best Of. E’ stata accolta con molto entusiasmo dalle persone che ora l’ascoltano, comunque, mi hanno offerto di fare un album da studio – lungo come le canzoni che avevo… “Io ho delle canzoni o no?… beh, non esattamente, non immediatamente pronte.” Janick Gers e io scrissimo “Tattoed Millionaire” nel parapetto della sua casa di Hounslow, sotto la pista di decollo dei jumbo. Questa scritturazione ci occupò due settimane, con la title track come ultima arrivata. L’album fu un grande successo a livello commerciale ma ricevette solo critiche. Molti dissero che questa fu una sorte di sfida agli Iron Maiden, la quale però non è mai esistita ne pensata. Questo fu, in verità, un divertente album che ho potuto creare insieme a un po’ di miei colleghi… bene… noi ci riuscimmo.

Quando arrivò il tempo di un secondo album iniziai a dar sfogo alle mie “vene” compositive, in modo abbastanza spensierato, e scrissi con Myke Gray della band Skin a.k.a Jagged Edge. I risultati furono un miscuglio di generi, il quale non fu per forza una riflessione sui miei collaboratori. Rod Smallwood mi consigliò di andare a parlare con Keith Olsen, che ha curato a David Coverdale la produzione e la registrazione di un album che fu un enorme successo in America. Io scappai a Los Angeles tenendo stretto il mio carico di due demo tapes. E’ chiaro che analizzando il nastro non era un lavoro pronto per funzionare. Proposi di registrare di nuovo un intero album, e riscrivere ogni cosa dall’inizio, e prendere una nuova radicale direzione, lontano dalla “grande aria metal” e dei clichés degli anni ’80 verso qualcosa di cupo, pauroso, gioioso, intenso…eccetto…Non ero completamente sicuro di quello che facevo.

Questo fu un momento terrificante. Io ho sempre avuto fiducia in me stesso, malgrado il mio gusto per i ridicoli pantaloni e l’attraente mickey, è stato come avere sempre qualche brandello di creatività. Eccomi ora a nuotare nella colla delle mie scelte. Ho trovato in questo una dura prova difficile da superare, così ho iniziato il secondo album scrivendo testardamente in quell’annata determinato nel voler sradicale quel blocco che fermava la mia creatività.

Ripensandoci ero bloccato in un cerchio di auto-mutilazione che nessuno, altrimenti, avrebbe capito in tempo. Ero molto a disagio a causa dell’auto-stima che mi è stata data visto che ero degli Iron Maiden. Sentii di non meritare questo scontato “rispetto”. Me lo devo guadagnare. In due modi. Primo, imparando a pilotare un aereo, secondo lasciando gli Iron Maiden.

Finii l’album che dovevo dare a Keith Olsen a tutti i costi, specialmente considerando che ne avevo già registrato uno l’anno scorso. Francamente, non ne ero soddisfatto. Nel profondo del cuore sapevo che non era un buon lavoro e morso da questo ero molto imbarazzato, ma con questo ho raccolto qualcosa di buono, e questo qualcosa era contenuto in una canzone intitolata “Tears Of The Dragon”.

La cosa migliore riguardante questo album comunque è stata, ero andato a vedere una band chiamata The Tribe of Gypsies e trascorsi una domenica pomeriggio con il loro chitarrista Roy Z. Quando sentii il primo lavoro dei Tribes, che mi “picchiava su un fianco” e quando iniziai a scrivere canzoni con Roy conobbi la strada per il terzo album.

Inizialmente proposi di utilizzare quattro canzoni scritte con Roy per rimpiazzare qualcosa del discutibile materiale dell’album destinato a Keith Olsen. Alcune delle tracce erano OK e effettivamente interessanti, ma ,con sorpresa, mi accorsi di aver già prodotto un intero nuovo album con Roy. La sola canzone che lasciai fu “Tears Of The Dragon”. Ho preso in prestito i Tribe of Gypsies nel loro complesso portandoli a Londra.

Balls To Picasso" fu lanciato dal singolo “Tears Of The Dragon”, che diventò un enorme successo in Sud-America ed ebbe un buon risultato anche in Europa. Questo ci richiedette di spendere un po’ di tempo per gli affari in USA i quali furono risolti con una canzone extra, “Shoot All The Clowns” su ordine dell’etichetta americana. Ebbi quindi tre giorni per scrivere una canzone che accontentasse la Mercury Records. Mi trovai una cassetta del album degli Aerosmith “Rocks” infilata sotto la porta della mia camera del hotel. Un bigliettino adesivo attaccato dall’ufficio della Mercuri’s A&R con su scritto “ qualcosa come questo lo consideriamo buono…”

Registrai la canzone e presi il “red eye” per New York, sorrise dolcemente e bloccò il mio volo immediatamente con nulla di fatto… mi misero sotto contratto per due mesi e poi scacciato quando la casa discografica ebbe bisogno di licenziarmi per mezzo dei loro contabili. Ouch!

Sentendomi meglio decisi di creare una band. I Tribe of Gypsies ora hanno si stanno occupando di commercializzare un disco, che è totalmente degno di essere grande, così io non posso collaborare con loro per i miei progetti.

Trovai un chitarrista chiamato Alex Dickson, un appassionato scozzese pieno di passione e idée, e ho preso la strada degli spettacoli acustici.

Alive In Studio A" e "Skunkworks" arrivarono entrambi perché furono registrati con la stessa band e furono parte della stessa composizione. La mia idea fu di creare una band chiamata “Skunkworks”. David Bowie provò la stessa cosa con “Tin Machine”. Questo però non succedette per entrambi nessuno dei due concluse questo progetto.

Nel caso voi pensaste che “Skunkworks” fu di conseguenza uno spreco di tempo vi assicuro che non lo fu. Imparai un enorme parte di me stesso con questo album. Mi divertii parecchio, e pensai anche di abbandonare la mia carriera musicale.

“Skunkworks” fu un punto molto basso in termini di carriera, successo commerciale, tutto ciò lo ricordo teneramente, e mi piace ancora molto questo album. Quando uscì “Skunkworks”, prodotto da Jack Endino, osservai che “fare questo album fu come cucire insieme il mostro di Frankestein” e il tutto fu dovuto alle disparate visioni musicali di noi quattro.

L’assemblamento di Frankestein si chiarì poco dopo e ancora affermo che questi “arti” sono tutt’ora miei buoni amici.

Roy Z. terminò l’accordo che aveva con il suo contratto discografico. Disse che io volevo fare un album metal. Io dissi che non ci stavo pensando e ero interessato a qualcosa di più. Mi suonò per telefono una traccia base, e immediatamente decisi.

Andai a Los Angeles il giorno dopo e scrissi circa mezzo album in cinque giorni. Nessuno realmente avrebbe scommesso una merda su cosa io potessi fare musicalmente a questo punto. Riscoprii il puro divertimento e feci questo immediatamente. Chiesi ad Adrian Smith di suonare un paio di canzoni. Lui fece l’intero album. Fin’ora mi impegnai, "Accident Of Birth" potrebbe essere l’ultimo album che io mai farò, così devo fare pure questo bene. Il seguente "The Chemical Wedding" ricevette un grande successo critico e accellerò le vendite subito dopo “Accident Of Birth”.

Il quale ci porta al giorno d’oggi, e un Best Of Album con due nuove canzoni nel Cd uno. E giusto un pochi inediti o rare canzoni nel cd due.

“Può darsi sia il tuo destino vivere in periodi interessanti”

Vecchio proverbio Cinese